Sanità, protesta a Codogno: “Liste d’attesa infinite”.

Sanità, protesta a Codogno: “Liste d’attesa infinite”.

Il sit-in del Coordinamento territoriale lodigiano per il diritto alla salute 

di PAOLA ARENSI ilgiorno.it

ilgiorno.it

Codogno (Lodi), 20 febbraio 2021 – Il “Coordinamento territoriale lodigiano per il diritto alla salute” si è schierato davanti all’ospedale di Codogno durante la “Giornata nazionale del personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato”. Del sodalizio, che dall’estate tiene costantemente monitorata la questione “salute” del territorio, fanno parte anche “Il Lodigiano contro le discriminazioni”, “Medicina democratica”, “Codogno 2.0”, “Il Comitato civico per gli ospedali del Basso Lodigiano”.ADNuove spese in vista? Con Carta Oro Business hai fino a 51gg per pagare.American Express BusinessAdv

Tutte realtà che si spendono quotidianamente per i diritti dei più deboli. E anche questa volta, “armate” di megafoni e striscioni, le stesse persone hanno fatto sentire la voce di chi soffre. “Siamo qui oggi, dando sostegno all’iniziativa della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, che ha visto la posa di una targa, nel nostro ospedale, dedicata al personale sanitario. Tutto per dire a nostra volta grazie a chi, con grande sacrificio e passione, ha lottato e sta lottando per la salute degli altri – hanno esordito i manifestanti – Ma vogliamo anche che non si dimentichi che la salute è un diritto di tutti, a prescindere dalle possibilità economiche!”. Molti, infatti, trovando di fronte a sé infinite liste di attesa negli ospedali, optano per le strutture sanitarie private. Ma c’è anche chi non può permetterselo e resta senza cure.

“Il grosso movimento di oggi ha testimoniato che i lodigiani non ne possono più di questa modalità di gestione della pandemia e della sanità, perché non tutela la salute. La lista delle persone che non riescono a farsi curare, cronici e oncologici, è infinita – hanno rimarcato i presenti -. A fine estate questo elenco era di 90mila persone, tra i 40-50mila sono stati chiamati ma, a ottobre, si è richiuso tutto e immaginiamo che i numeri siano quindi aumentati ancora. Ma la salute è un diritto di chiunque, indipendentemente da chi si è e dalle possibilità economiche che si hanno”.

Lascia un commento